Preparazione mentale: come si allenano le abilità mentali
«Sono forte in allenamento, ma in partita penso troppo.» Dietro questa ammissione c'è un margine di crescita che pochi allenano davvero. La preparazione mentale, o mental training, esiste per occuparsene: trasformare concentrazione, gestione delle emozioni e fiducia da qualità lasciate al caso ad abilità allenate con un metodo, con sedute regolari e con verifiche.
Non è motivazione da spogliatoio né pensiero positivo: è un lavoro psicologico basato sulle evidenze, condotto da una psicologa formata in psicologia dello sport. Chi vuole l'inquadramento generale della disciplina trova in coda alla pagina il collegamento alla scheda dedicata del sito dello Studio; queste righe entrano invece nel vivo del metodo.
Su cosa si lavora
Gli strumenti si scelgono in base alla disciplina, al livello e al momento della stagione. Tra i più utilizzati:
- concentrazione e gestione delle distrazioni, per restare sul compito quando l'ambiente spinge altrove;
- self-talk: riconoscere il dialogo interno che accompagna la prestazione e renderlo un alleato;
- imagery: la ripetizione mentale del gesto tecnico e delle situazioni di gara;
- routine pre-gara, per arrivare al via con un livello di attivazione utile, non subìto;
- goal setting: obiettivi di processo e di prestazione, non solo di risultato;
- gestione dell'errore, perché uno sbaglio non diventi l'inizio di una serie.
Come si svolge il percorso
Le sedute si tengono nelle sedi di Trento e Rovereto. I primi colloqui servono a conoscere l'atleta, il suo sport e i suoi obiettivi; il piano di lavoro si costruisce poi sul calendario agonistico: le tecniche si imparano in studio, si sperimentano negli allenamenti della settimana e si misurano nelle competizioni concordate come banco di prova, con intensità diverse a seconda del momento della stagione. Un diario di gara aiuta a capire, dati alla mano, che cosa incide davvero sulla prestazione.
Su richiesta il lavoro individuale può coordinarsi con l'allenatore o con la società, sempre con il consenso dell'atleta.
A chi si rivolge
Non serve essere professionisti: seguiamo agonisti e amatori, chi pratica sport individuali e chi gioca in squadra, chi prepara una stagione intera e chi ha davanti un singolo appuntamento importante. Anche un allenatore può usare questi strumenti, per sé e per il proprio gruppo.
Sgombriamo il campo da due equivoci
Il primo: la preparazione mentale integra l'allenamento fisico e tecnico, non lo rimpiazza, e diffida di chi ti garantisce il risultato. Il secondo: non occorre «avere un problema» per cominciare; molti degli atleti che seguiamo stanno bene e vogliono semplicemente allenare anche questa parte della loro preparazione.
Vuoi capire se un percorso di preparazione mentale fa per te? Passa dalla pagina Contatti e raccontaci sport e obiettivi: la dott.ssa Pradel riceve a Trento e a Rovereto.
Per informazioni o per prenotare una prima valutazione con l'équipe dello Studio:
PrenotaRevisione clinica del 15 luglio 2026 a cura della Dott.ssa Ilaria Pradel - Ordine degli Psicologi della Provincia Autonoma di Trento — n. 1541.