Psicologa dello sport per atleti, squadre e allenatori · Trento e Rovereto
Ansia da prestazione sportiva: quando la gara rende meno dell'allenamento
Settimane di lavoro costruite con impegno, allenamenti convincenti, e poi il giorno della gara qualcosa cambia: il corpo sembra più contratto, il respiro diventa meno naturale e la mente si riempie di pensieri come “e se sbaglio?”. Molti atleti interpretano questa esperienza come una mancanza di sicurezza o di determinazione. In realtà, la difficoltà nel gestire la pressione competitiva è un'esperienza frequente nello sport e rappresenta un aspetto su cui è possibile intervenire attraverso un allenamento psicologico mirato.
Dal punto di vista psicologico, l'ansia pre-gara è una risposta naturale davanti a una situazione percepita come importante. Un certo livello di attivazione può favorire attenzione ed energia; diventa invece un ostacolo quando interferisce con la capacità di concentrarsi, prendere decisioni e utilizzare le proprie competenze durante la prestazione. In questa pagina ci concentriamo su come la psicologia dello sport può aiutare gli atleti a riconoscere questi meccanismi e sviluppare strategie più efficaci per affrontare allenamenti e competizioni.
Come si presenta
L'ansia da prestazione può manifestarsi in modi diversi e non riguarda solo la sensazione di “essere agitati”. Alcuni segnali frequenti sono:
- In allenamento il livello c'è, ma in gara la prestazione cambia: il divario tra ciò che l'atleta sa fare e ciò che riesce a esprimere in competizione è uno degli aspetti più comuni;
- Attivazione fisica elevata: tensione muscolare, difficoltà a rilassarsi, sensazioni corporee intense o sonno disturbato nei giorni precedenti la gara;
- Paura dell'errore e del giudizio: preoccupazione per le aspettative di allenatori, compagni, genitori o pubblico;
- Difficoltà nei momenti decisivi: situazioni specifiche in cui la pressione sembra aumentare, come un rigore, un servizio, una partenza o l'ultima azione;
- Tendenza all'evitamento: rinunciare a gare, rimandare obiettivi o cercare motivazioni per non affrontare situazioni percepite come troppo difficili;
Come lavoriamo
Il percorso è individuale e si svolge nelle sedi di Trento e Rovereto. Nei primi colloqui viene ricostruito insieme all'atleta quando compare l'ansia, quali situazioni la attivano e quali modalità possono contribuire a mantenerla nel tempo: ogni persona e ogni disciplina sportiva presentano caratteristiche specifiche.
Il lavoro si sviluppa su più livelli. Da una parte si allenano strategie di autoregolazione dell'attivazione, attraverso strumenti come respirazione, rilassamento e consapevolezza delle proprie risposte corporee, da sperimentare progressivamente anche nel contesto sportivo. Dall'altra si lavora sui pensieri che accompagnano la prestazione, utilizzando strategie cognitivo-comportamentali come l'osservazione del dialogo interno, la rielaborazione dei pensieri poco funzionali e la costruzione di routine pre-gara efficaci.
Le competizioni rimangono parte integrante del percorso: vengono individuate insieme come occasioni di osservazione e allenamento, con obiettivi specifici che permettono di apprendere dall'esperienza senza trasformare ogni gara in un giudizio sul proprio valore.
Quando le difficoltà legate all'ansia coinvolgono anche altri ambiti della vita, come studio, lavoro o situazioni quotidiane, il percorso può integrare anche questi aspetti, grazie alla formazione clinica della dott.ssa Pradel.
Domande frequenti
- In quanto tempo si vedono i risultati? Dipende dagli obiettivi del percorso, dalla situazione iniziale e dalle caratteristiche dell'atleta. Dopo una prima fase di valutazione vengono definite insieme le aree di lavoro, le strategie da sperimentare e le modalità di verifica dei progressi.
- Gareggio a livello amatoriale: ha senso anche per me? Sì. Le difficoltà legate alla pressione, alla gestione dell'errore o al confronto con gli altri non riguardano solo gli atleti professionisti. Anche chi pratica sport a livello amatoriale o giovanile può trarre beneficio dall'allenamento delle proprie abilità psicologiche.
- L'ansia sparirà del tutto? L'obiettivo non è eliminare completamente l'attivazione, che in una certa misura può essere utile alla prestazione, ma imparare a riconoscerla e gestirla affinché non interferisca con la possibilità di esprimere le proprie capacità durante la gara.
Se ti riconosci in queste righe, parlarne è già un primo passo: scrivici dalla pagina Contatti e valuteremo insieme il percorso più adatto.
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Revisione clinica del 2 agosto 2026 a cura della Dott.ssa Ilaria Pradel, psicologa - Ordine degli Psicologi della Provincia autonoma di Trento - n. 1541.