Psicologa dello sport per atleti, squadre e allenatori · Trento e Rovereto
Infortunio e rientro in campo: la parte del recupero che non si vede
Un crociato, una frattura da stress, una spalla che si ferma: un infortunio interrompe la continuità dell'allenamento e può mettere alla prova anche il modo in cui l'atleta vive sé stesso e il proprio percorso sportivo. Per molti sportivi la difficoltà non riguarda soltanto il recupero fisico, ma anche tutto ciò che accompagna il periodo di stop: il cambiamento della propria routine, la distanza dalla squadra, l'incertezza sui tempi di rientro e il dubbio di riuscire a tornare ai livelli precedenti. La psicologia dello sport può affiancare l'atleta durante queste fasi, aiutando a gestire il periodo di recupero, mantenere il coinvolgimento nel percorso e preparare gradualmente il ritorno alla pratica sportiva. Il ritorno dopo un infortunio, infatti, non dipende solo dal recupero fisico, ma anche dalla fiducia nelle proprie capacità e dalla percezione di essere pronti ad affrontare nuovamente la competizione.
Cosa può succedere durante lo stop
- Umore basso, irritabilità e senso di frustrazione, soprattutto nelle prime fasi dello stop, quando il cambiamento rispetto alla routine abituale è più evidente;
- La sensazione di perdere una parte della propria identità sportiva, con pensieri come: “senza il mio sport, chi sono?”;
- La fretta di tornare, con il rischio di anticipare i tempi rispetto al percorso di recupero;
- Difficoltà ad avvicinarsi al rientro, con dubbi, timori o tendenza a rimandare il ritorno alla competizione;
- Paura di un nuovo infortunio, che può portare a maggiore rigidità, esitazione o difficoltà nel riprendere pienamente il gesto tecnico.
Come lavoriamo sul rientro
Il percorso, nelle sedi di Trento e Rovereto, viene costruito in relazione alle diverse fasi del recupero. Durante il periodo di stop si lavora sulla definizione di obiettivi realistici, sul mantenimento del legame con il proprio ruolo di atleta e, quando utile, sull'utilizzo di strategie come l'imagery per mantenere un collegamento mentale con il gesto sportivo. Avvicinandosi al rientro, il lavoro si concentra sulla ricostruzione della fiducia, attraverso l'esposizione graduale alle situazioni percepite come difficili, l'analisi dei pensieri legati al rischio di ricaduta e una lettura più equilibrata dei segnali provenienti dal corpo. L'obiettivo non è soltanto tornare a praticare sport, ma affrontare il rientro con maggiore consapevolezza e sicurezza.
In equipe: riabilitazione, alimentazione e lavoro psicologico
Il recupero dopo un infortunio coinvolge diversi aspetti che si influenzano reciprocamente: riabilitazione fisica, alimentazione, preparazione mentale e gestione del ritorno allo sport. Un lavoro coordinato permette di accompagnare l'atleta considerando la persona nella sua complessità, non solo il distretto fisico coinvolto.
Presso lo Studio il percorso psicologico può integrarsi con la fisioterapia dedicata alla riabilitazione e alla rieducazione funzionale, disponibile presso la sede di Trento, e con la nutrizione sportiva, che può assumere un ruolo importante durante le fasi di stop, recupero e ricondizionamento.
Sei fermo per un infortunio o il rientro allo sport sta risultando più difficile del previsto? Scrivici attraverso la pagina Contatti: insieme sarà possibile individuare il percorso più adatto, in raccordo con le figure che stanno seguendo la tua riabilitazione.
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Revisione clinica del 2 agosto 2026 a cura della Dott.ssa Ilaria Pradel, psicologa - Ordine degli Psicologi della Provincia autonoma di Trento - n. 1541.